12 dicembre Diyarbakir

Intervista a Harun Ercan, responsabile delle relazioni internazionali per la città di Diarbakir.

Abbiamo incontrato Harun Ercan sotto le mura nere di Suruc il quartiere più antico di Diarbakir, che sopravvive da settimane sotto il coprifuoco. Ieri alcuni abitanti hanno potuto lasciare le proprie case e uscire dal quartiere dove dopo l’omicidio dell’avvocato curdo Tahir Elcin continuano gli scontri tra le forze di sicurezza turche e militanti delle organizzazioni curde.

Ancora questa mattina, camminando lungo le mura circolari di Suruc, si potevano sentire gli echi delle sparatorie che proseguono all’interno.

Gli scontri hanno arrecato danni anche al importante patrimonio storico di questa antica città.

In particolare la moschea Kursunlu ha subito gravi danni a causa di un incendio che non è stato possibile spegnere immediatamente a causa degli scontri.

Harun Ercan, a pochi metri da noi si trova una delle porte di Suruc, l’antica città di Amida, oltre i controlli di polizia possono passare solo i residenti del quartiere. Cosa succede dietro queste mura nere?

H.E.: Questa è l’entrata dell’antica città di Diyarbakir, la capitale simbolica dei curdi, di tutti i curdi del medioriente. Il coprifuoco dura da circa 10 giorni, all’interno i giovani curdi resistono alla polizia turca che cerca di catturarli e arrestarli; non vogliono andare in galera anche perché rischiano di restarci per decine di anni. Ovviamente non si tratta di qualcosa che avviene solo a Suruc, cioè nella zona dietro le mura, ma è una cosa comune in tutta la zona curda della Turchia. Questa è la conseguenza della fine dei negoziati tra lo stato turco ed il movimento di liberazione curdo, specialmente dopo le elezioni politiche di giugno in cui la coalizione curda e la sinistra avevano ottenuto una grande vittoria, riuscendo ad eleggere 80 deputati al parlamento turco. A quel punto lo stato turco ha interrotto i negoziati ed ha iniziato gli attacchi contro la gioventù curda e le donne curde. Gli scontri stanno ancora continuando ma noi speriamo che a breve la pace possa prevalere.

Diyarbakir (Brian Dell Bdell555/Wikipedia)

Diyarbakir (Brian Dell Bdell555/Wikipedia)