Intervista con Salih Muslim, portavoce della regione autonoma siriana del Rojava

Salih Muslim (Getty Images)

A poche ore dalla firma degli accordi di Monaco sulla Siria, l’esercito turco ha attaccato, con colpi di artiglieria pesante, i combattenti curdi dell’YPG, l’ Unità di Protezione Popolare che è il braccio armato dei curdi del Rojava, la regione autonoma al nord della Siria, che i curdi hanno liberato dall’esercito di Assad e dalle milizie dell’Isis. Proprio i combattenti dell’YPG erano stati i primi a fermare l’avanzata dell’Isis nella città di Kobane in tutto il Kurdistan siriano. Il giorno prima dell’attacco turco il segretario generale della NATO Gens Stolemberg aveva affermato che anche i curdi dell’PYD, a cui e’ affiliato YPG, devono poter partecipare ai colloqui di pace sulla Siria, nonostante l’opposizione della Turchia. Il bombardamento, che rappresenta il primo caso di intervento militare turco contro una formazione dell’opposizione siriana impegnata a combattere l’Isis, è stato giustificato dal governo turco come reazione alla conquista da parte dell’YPG di una ex base militare dell’esercito siriano a nord di Aleppo e come rappresaglia per una serie di tiri d’artiglieria che sarebbero caduti in territorio turco.

Salih Muslim Muhammad, copresidente del PYD e portavoce dei municipi e delle comunità autonome del Rojava, pur avendo chiesto di partecipare, non era stato ammesso ai colloqui di pace di Ginevra e non ha potuto contribuire agli accordi di Monaco. I fragili accordi di Monaco tra il regime di Assad e l’opposizione siriana sunnita, non riguardano perciò il Rojava. Pur essendo una regione abitata prevalentemente da popolazioni curde il Rojava propone un modello sociale e politico multietnico, multireligioso e multiculturale. L’ideologia politica di riferimento è il Confederalismo democratico un tipo di organizzazione sociale, teorizzata negli anni novanta dal libertario americano Murray Bookchin, basata sul superamento degli stati nazione e lo sviluppo di una società democratica di tipo confederale i cui pilastri vanno ricercati nella democrazia diretta, nel communalismo (un economia di tipo collettivista e solidale) e nello sviluppo di una società ecologica.

Lo scorso gennaio avevamo incontrato a Roma Salih Muslim, in occasione di una conferenza internazionale sul Kurdistan organizzata dal Senato Italiano, gli abbiamo chiesto di spiegarci il progetto politico, economico e sociale che caratterizza la regione autonoma del Rojava.

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