Natale di guerra in Kurdistan

Secondo l’agenzia ufficiale turca Anadolu, dal 15 dicembre 2015,  180 guerriglieri del PKK sono stati uccisi nel corso delle operazioni militari nelle province curde di  Sirnak, Diyarbakir, Mardin and Bitlis.

Fonti militari non meglio precisate hanno inoltre riferito alla stessa agenzia che a questo conteggio vanno aggiunti altre 25 morti, avvenute nelle stesse zone e nello stesso periodo.

L’associazione curda per i diritti umani e l’associazione degli avvocati di Diyarbakir,  in una nota datata 10 dicembre, calcola il numero dei morti a circa 400 tra guerriglieri del PKK e membri delle forze di sicurezza e militari turchi. Le fonti curde riferisco che il numero dei civili uccisi nel corso del conflitto nel sud est della Turchia è salito a 186, dal luglio 2015.

Il punto nel reportage di Martino Seniga

Una tazza di caffé con le giornaliste di Jinha Haber

CANOZERPer trovare la sede dell’agenzia di stampa JinHa bisogna salire all’ultimo piano di uno degli edifici più alti di Diyarbakir. Jin in curdo vuol dire donna e qui lavorano solo donne. Le giornaliste sono una decina nella “capitale” e 5 o 6 dislocate in altre città del Kurdstan. Le notizie scritte in curdo, turco e inglese non raccontano solo la lotta quotidiana delle donne e degli uomini curdi in Turchia, Rojava (Siria), Iraq e Iran ma anche le storie di violenza contro le donne che arrivano da tutto il mondo. Qualche volta si trovano anche notizie positive, che raccontano i risultati ottenuti dalle donne nei campi del rispetto dei diritti umani e dell’uguaglianza. Continua a leggere

Un sindaco e una sindaca in ogni città del Kurdistan

Eine Guppe aus drei PKK Kmpferinnen stellt sich im Nordirak den ISIS-Truppen in den Weg - hier Kmpferin Roza / September 2015*** Fighter Roza of the all-female PKK fighting unit that combats ISIS' ethnic cleansing of Yazidis in Mount Sinjar, northern Iraq, September 2015 *** PKK, le forze femminili in Iraq Holdaway Owen action press *** Local Caption *** 20545457

Roza, soldato dell’unità militare esclusivamente femminile del PKK che combatte contro l’Isis a Mount Sinjar, Nord Iraq, foto scattata nel Settembre 2015

Oggi ho intervistato i sindaci della città di Diyarbakir, un uomo ed una donna che insieme governano una città di quasi 2 milioni di abitanti, con il più moderno aeroporto della Turchia (e’ stato aperto da poche settimane) ma senza un singolo turista (sono tutti scomparsi dopo la rottura del processo di pace con il governo turco, subito dopo le elezioni del giugno 2015). In tutte le città curde dalla più grande alla più piccola sono stati eletti 2 sindaci: un uomo ed una donna. L’uguaglianza di genere, la democrazia diretta e l’ecologia sono le loro parole d’ordine. Tutto ciò ha l’apparenza di un mondo fantastico che tutti i giorni si confronta con un mondo reale costantemente sotto assedio: Sur, la città vecchia patrimonio culturale dell’umanità, chiusa e controllata da varie fazioni armate; i ristoranti per turisti illuminati e completamente vuoti nelle precoci serate invernali; i tassisti abituati a scansare le barricate e posti blocco come i tassisti romani scansano il traffico e le auto parcheggiate in seconda fila.  Continua a leggere