Tensione a Dyarbakir nel giorno dei funerali



Nella giornata in cui a Diyarbakir si celebrano i funerali dei due giovani curdi uccisi nel corso degli scontri che hanno sconvolto, per tutta la giornata di lunedì, la capitale simbolica del Kurdistan, continuano le operazioni militari in numerosi distretti curdi che sono stati sottoposti al coprifuoco dalle forze di sicurezza turche. In particolare secondo notizie apprese dall’agenzia di stampa delle donne curde “Jin news agency” due ragazzi di 12 e 15 anni sarebbero stati colpiti alla testa e feriti dai colpi sparati da alcuni cecchini nella provincia di Sirnak. Il coprifuoco continua anche nelle province di Mardin e Dargecit.

La cerimonia di saluto per Serdil Gengiz e Siyar Salman, morti negli scontri di ieri, si è svolta in un clima di forte tensione e apprensione, sotto il monumento che celebra l’approvazione, da parte delle Nazioni Unite, della dichiarazione dei diritti universali dell’uomo.

Scontri a Diyarbakir

Giornata di scontri a Diyarbakir tra manifestanti curdi e le forze di polizia turche. La popolazione curda della città è scesa in piazza per chiedere la fine del blocco e del coprifuoco dell’intera città vecchia, il quartiere di Sur, dove il 28 novembre è stato ucciso l’avvocato per i diritti umani Tahir Elcin. Uno sciopero generale e la serrata di tutti i negozi ha marcato una giornata caratterizzata da scontri diffusi e ripetuti che si sono andati allargando a tutti i quartieri di quella che i curdi considerano la loro capitale simbolica. Secondo fonti locali due curdi di 18 e 21 anni sarebbero stati uccisi dalla polizia durante gli scontri. Numerosi i feriti.

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12 dicembre Diyarbakir

Intervista a Harun Ercan, responsabile delle relazioni internazionali per la città di Diarbakir.

Abbiamo incontrato Harun Ercan sotto le mura nere di Suruc il quartiere più antico di Diarbakir, che sopravvive da settimane sotto il coprifuoco. Ieri alcuni abitanti hanno potuto lasciare le proprie case e uscire dal quartiere dove dopo l’omicidio dell’avvocato curdo Tahir Elcin continuano gli scontri tra le forze di sicurezza turche e militanti delle organizzazioni curde.

Ancora questa mattina, camminando lungo le mura circolari di Suruc, si potevano sentire gli echi delle sparatorie che proseguono all’interno.

Gli scontri hanno arrecato danni anche al importante patrimonio storico di questa antica città.

In particolare la moschea Kursunlu ha subito gravi danni a causa di un incendio che non è stato possibile spegnere immediatamente a causa degli scontri.

Harun Ercan, a pochi metri da noi si trova una delle porte di Suruc, l’antica città di Amida, oltre i controlli di polizia possono passare solo i residenti del quartiere. Cosa succede dietro queste mura nere?

H.E.: Questa è l’entrata dell’antica città di Diyarbakir, la capitale simbolica dei curdi, di tutti i curdi del medioriente. Il coprifuoco dura da circa 10 giorni, all’interno i giovani curdi resistono alla polizia turca che cerca di catturarli e arrestarli; non vogliono andare in galera anche perché rischiano di restarci per decine di anni. Ovviamente non si tratta di qualcosa che avviene solo a Suruc, cioè nella zona dietro le mura, ma è una cosa comune in tutta la zona curda della Turchia. Questa è la conseguenza della fine dei negoziati tra lo stato turco ed il movimento di liberazione curdo, specialmente dopo le elezioni politiche di giugno in cui la coalizione curda e la sinistra avevano ottenuto una grande vittoria, riuscendo ad eleggere 80 deputati al parlamento turco. A quel punto lo stato turco ha interrotto i negoziati ed ha iniziato gli attacchi contro la gioventù curda e le donne curde. Gli scontri stanno ancora continuando ma noi speriamo che a breve la pace possa prevalere.

Diyarbakir (Brian Dell Bdell555/Wikipedia)

Diyarbakir (Brian Dell Bdell555/Wikipedia)

Rojava. L’Isis risponde all’avanzata delle milizie curde con 3 autobombe

 

Siria, Forze democratiche siriane riprendono controllo di base al-Melabiyyah da Isis

Almeno 50 persone sono state uccise e 80 ferite nel corso di un triplice attentato con autobombe nella regione siriana di Hasaka sotto il controllo delle milizie curde Ypg che combattono nel Rojava contro l’Isis.

Negli ultimi giorni i curdi erano riusciti a strappare nuovi territori all’Isis ed avevano riconquistato la città di Houl. Gli attentati di oggi hanno colpito un ospedale, un mercato e una zona residenziale nella città di Tel Tamer.

Gli attacchi sono stati rivendicati dall’agenzia Amaq news che appoggia l’Isis e rivendica la distruzione di basi curde a Tel Tamer con l’utilizzo di 3 attentatori suicidi.

Rojava, tra lotta all’Isis e confederalismo democratico

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La resistenza e la lotta ai curdi passa per il Rojava, regione dove il modello politico è quello del confederalismo democratico. Il Rojava o Kurdistan siriano comprende le province a maggioranza curda di Afrin, Jazira e Kobani, nel nord e nord est della Siria. Le province si sono date un’organizzazione sociale e politica autonoma ed hanno predisposto un esercito di difesa per proteggersi dagli attacchi esterni e dall’attacco militare da parte dell’Isis. E’ stato istituito il Comitato Supremo curdo (Dbk) di cui fanno parte il Partito dell’Unione Democratica (PYD) e il Consiglio Nazionale Curdo (KNC). Nel novembre 2013 si è costituito un governo ad interim, diviso nelle tre aree autonome o cantoni. La forma politica adottata è quella del confederalismo.