Con Zuhal Tekiner, sindaca di Silvan

Il sindaco di Silvan, una cittadina agricola sulla strada che da Diyarbakir porta verso Oriente, percorrendo l’antica via della seta, è una signora minuta dall’aria stanca e apprensiva. Anche se in ogni comune del Kurdistan vengono eletti un sindaco e una sindaca lei è rimasta sola: la sindaca precedente è da alcuni mesi in un carcere Turco mentre il suo co-sindaco è da tempo in ospedale. E’ passato poco più di un mese da quando, dopo 12 giorni di assedio, i carri armati e i blindati della polizia e delle forze di sicurezza turche hanno fatto irruzione nella città vecchia, provocando la morte di 15 cittadini e danni paragonabili a quelli di un bombardamento. Il suo racconto

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Scontri a Diyarbakir

Giornata di scontri a Diyarbakir tra manifestanti curdi e le forze di polizia turche. La popolazione curda della città è scesa in piazza per chiedere la fine del blocco e del coprifuoco dell’intera città vecchia, il quartiere di Sur, dove il 28 novembre è stato ucciso l’avvocato per i diritti umani Tahir Elcin. Uno sciopero generale e la serrata di tutti i negozi ha marcato una giornata caratterizzata da scontri diffusi e ripetuti che si sono andati allargando a tutti i quartieri di quella che i curdi considerano la loro capitale simbolica. Secondo fonti locali due curdi di 18 e 21 anni sarebbero stati uccisi dalla polizia durante gli scontri. Numerosi i feriti.

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